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WONDERFUL WORLD

c o l l e t t i v a

La visione, è una funzione dell'espressione.
Quando guardiamo, le nostre menti tendono a organizzare ciò che l'occhio percepisce in insiemi semplici e definiti. Si tratta di una forma di ordine che consente di affrontare ciò che, visivamente, altrimenti ci apparirebbe come caos. E' perciò la visione, la percezione, un nostro singolare modo di interpretare, di vivere interiormente il mondo, che così già configura, modifica l'esistente. La realtà, o ciò che personalmente ascriviamo a questa sfera, è qualcosa di soggettivo e intimo, molto più complesso e variegato di tutte le definizioni scientifiche, e che, ognuno di noi descrive e definisce in modo differente.
I nostri animi sono universi impegnati in sviluppi infiniti, in creazioni meravigliose, capaci di sopravanzare le suggestioni, le prove, gli interrogativi che ci vengono posti dalla 'realtà'. Ed è per questa percezione, visione interiore, che spesso la realtà esterna, si manifesta come priva di un senso; e che, altresì, sistemi e metodologie cui ci si rivolge per decifrarla sembrano insufficienti o addirittura incapaci di fornire interpretazioni soddisfacenti.
L'opera d'arte, la sua imprevedibilità, la sua magnificenza, possibilità visiva della coscienza che forma, manifestazione della bellezza che si afferma: una chance, un antidoto alla deriva nel non-senso - al di fuori da pastoie 'scientifiche', preconcetti ideologici, tentazioni catastrofiste, surrogati di realtà confezionati da virtualità globalizzate - che può raccogliere la sfida della contemporaneità e azzardare e definire illimitate interpretazioni ben sapendo che non esistono perentorie risposte definitive.
All'arte - con il suo continuo elaborare nuovi linguaggi, con il suo incessante ripensamento/anticipazione del reale, con la sua inarrivabile capacità di alludere, di esprimere ben oltre a quello che le parole e le sistematizzazioni concettuali siano in grado di dire - il positivo compito di donarci quel piacere intenso, quel godimento estetico, costante e bensì mutevole, che si prova nel durevole connubio con la sua realtà, e dare un senso a ciò che spesso, nella quotidianità, appare insensato.
Così con questa esposizione - com'è nella linea della galleria Folini Arte Contemporanea, presentando una significativa rassegna d'importanti opere di grande qualità di maestri di valore storico e fama internazionale ampiamente affermati nell'ambito della storia dell'arte quali De Dominicis, Scanavino, Morlotti, Fontana, Adami, Appel, Mondino, Schifano, Festa, Morandi ed una selezione di opere di artisti come Domenico D'Oora, Stefano Medaglia, Fuel, Samuele Gabai, Andrea Cometta, Giorgio Sovana, la cui poetica e curricolo espositivo sono già consolidati, e accomunati con i primi dalla ricerca di nuovi mezzi espressivi e coerenza di risultati - si desidera proporre alcune ipotesi interpretative: senza pretendere di voler dare risposte risolutive, ma, semmai, soltanto con l'intento d'offrire un'occasione d'incontro con delle straordinarie ipotesi.

La Galleria






Carissimo Renato,

eccoti una prima 'stanza' (ce ne saranno altre, di stanza in stanza...): dentro c'è un albero e sull'albero ci sono delle 'cose' che tu metterai nella tua 'stanza' di Chiasso. L'albero è quello della notte: la notte attraversata dai nottambuli...

Gli occhi, quando sono aperti, nascondono tutti gli altri sensi come il sole che quando sorge nasconde tutte le altre stelle: ma le orecchie e la pelle non smettono mai di sentire e di sentirsi, proprio come le stelle lontane restano nel cielo anche quando la stella che ci è più prossima le nasconde e le sommerge nell'alta marea della sua luce.

( Vorrei tanto che la mia scrittura fosse come il vetro: la guardi e, attraverso di essa, vedi ciò ch'essa contiene e che sta oltre... Scrivi di un vino: fai un bicchiere; ti ricordi del vino, ti dimentichi la forma del bicchiere... Qualità, la scrittura tanto trasparente da rendersi invisibile, rarissima... ).

Spero che la mia 'stanza' sia abbastanza trasparente da far trasparire ciò che tu vi metterai dentro: del buon vino, di qualità, dal bouquet ricchissimo e vario: immagini che sanno fermare lo sguardo, che sanno tele-vedere ( vedere lontano ) mondi meravigliosi, wonderful worlds ; visioni, insomma, per occhi e pelle che sanno ancora vedere e sentire ciò che sta oltre il 'fermo immagine' televisivo che tutti, o quasi, ormai, telecomanda...

Bisogna danzare, liberi, per sentire l'aria che respiriamo respirare sulla nostra pelle: vi sono 'immagini' che danzando in noi ci fanno immaginare ciò che i nostri occhi, il nostro sole, ci avrebbe altrimenti impedito di vedere: costellazioni tra i rami dell'albero notturno, costellazioni...

Bisogna portare il cielo fuori da una stanza !

maurizio (medaglia)
'fiancheggiatore'
e
'sonnambulo telefonico'

DI-STANZA PRIMA

WEIHNACHTSBAUM *


Sopra ai rami, come frutti e dolci e doni,
in stagnine e carte colorate,
stanno alate le tele-visioni
che fanno bellissimo vedere, nate
sotto a stelle diverse e a costellazioni
da un nonnulla infinito attraversate.
Stanno sull'albero della notte
dei nottambuli le vie e le rotte.

(*) W.W.W. - Weihnachtsbaum in a Wonderful World : 'oroscopo'
di nomi e cognomi ( tutti quelli qui in-quadrati e in-fogliati...),
di genealogie oscure e d'intrecciate radici e ramificazioni;
dono notturno, notte di doni: sotto al sole altri soli risplendono...
Di 'stanze' ' d'ottava rima toscana ' costellazioni, per una galeria e per i suoi ospiti.

Castelseprio, 10.XII.MMII


Dal 2003-01-24

Al 2003-02-22





   
   

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